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La robotica nasce e si sviluppa coi pistoiesi: «Ecco le sfide vinte ed i progetti per il futuro»

Una grande eccellenza dell’istituto “Fedi-Fermi”: il laboratorio di meccatronica

La robotica nasce e si sviluppa coi pistoiesi: «Ecco le sfide vinte ed i progetti per il futuro»
Altro Pistoia, 04 Aprile 2021 ore 10:30

Dall’ingegneria ferroviaria alla robotica subacquea. Il laboratorio di modellazione dinamica e meccatronica dell’Università di Firenze, che ha sede presso l’istituto “Fedi-Fermi” di Pistoia, ha aperto le sue porte al “Giornale di Pistoia”, presentando la propria attività e le progettualità all’avanguardia oggi in fase di studio.
«Il laboratorio – hanno spiegato il professor Benedetto Allotta ed il ricercatore Alessandro Ridolfi – si è trasferito a Pistoia da oltre dieci anni ed insieme ad una decina di dottorandi supportiamo gli operatori pubblici e privati che operano nei settori della meccatronica, della robotica e dell’ingegneria ferroviaria tramite la nostra attività di ricerca e sviluppo industriale. Dal 2012 è anche nato al nostro interno uno Spinoff accademico “Mdm Lab”, una società oggi con 4 dipendenti che offre servizi di consulenza ingegneristica avanzata, sviluppo di modelli fisico matematici, algoritmi di calcolo e relativi software nel campo ferroviario e nel campo della robotica subacquea».
Oramai da anni il laboratorio ha avviato una nuova attività di ricerca nel mondo della bio-robotica e della robotica subacquea riuscendo ad elaborare dispositivi che successivamente sono stati brevettati ed entrati in commercio. «Ultimamente – ha spiegato Allotta –  in collaborazione con la Fondazione Don Gnocchi, abbiamo messo a punto un dispositivo robotico su misura e a basso costo, concepito per prolungare l’efficacia delle sedute di riabilitazione a domicilio e supportare il recupero delle funzionalità della mano».
«L’esoscheletro – ha aggiunto il ricercatore Lorenzo Bartalucci –  è un ausilio, e non una protesi: si presta a essere indossato all’occorrenza durante la riabilitazione, all’interno della struttura dedicata o a domicilio per le attività giornaliere».
Un dispositivo su misura, indossabile, portatile e progettato per aiutare il movimento delle mani, coadiuvando i pazienti nei movimenti delle dita. Altro progetto all’avanguardia realizzato è stato il robot subacqueo autonomo FeelHippo, impiegato recentemente sull’isola di Vulcano per “mappare” le bolle di anidride carbonica nel mare. «Le misurazioni –  ha precisato Ridolfi – sono solitamente effettuate da subacquei muniti di telecamere, in grado di riportare dati molto approssimativi e relativi solo ad ambienti marini accessibili all’uomo. Abbiamo quindi condotto un esperimento con la subacquea robot FeelHippo, un veicolo autonomo dotato di telecamere e sonar, in grado di mappare le bolle di CO2 nell’acqua». E poi ancora in corso il progetto Suono, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza del lavoro subacqueo in alto fondale (fino a 300 metri) attraverso interventi di ricerca, sviluppo e innovazione che riguardano sia la vita degli operatori umani che le tecnologie robotiche. «In questo caso – ha precisato Allotta – stiamo lavorando per realizzare  un impianto iperbarico di tipo modulare dotato di dispositivi per il tele-monitoraggio di dati biomedici degli operatori subacquei e per realizzare un veicolo dotato di un sistema di controllo della manipolazione. Tutto questo, ad esempio, potrebbe consentire di aprire o chiudere le valvole di un impianto petrolifero o recuperare oggetti inquinanti nel mare così da assicurare la piena sicurezza sul lavoro a grande profondità».
Al riguardo, le industrie del settore hanno già manifestato un grande interesse per le soluzioni proposte riuscendo a lavorare dove gli uomini, ad alte profondità del mare, non possono arrivare. Infine tra i veicoli subacquei all’avanguardia non possiamo non citare Zeno, un veicolo ibrido capace di operare sia in modalità manuale che automatica fino a 100 metri di profondità semplificando l’esplorazione del mondo marino. L’obiettivo, adesso, è quello di aumentare sempre di più il livello di autonomia dei robot affinché possano assumere decisioni autonome grazie all’intelligenza artificiale e non limitarsi a compiere azioni pre-programmate. Il laboratorio di Pistoia ha tutte le carte in regola (ed i talenti) per vincere anche questa sfida.

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