Nuovo arrivo

La famiglia Savigni arriva a Montale

L’eccellenza gastronomica della montagna pistoiese incontra la Piana

La famiglia Savigni arriva a Montale
Altro Piana, 26 Dicembre 2020 ore 12:00

Una storia partita poco più di tre decenni fa da Sambuca. E che, con pazienza, dedizione ed innovazione, è già arrivata a toccare buona parte d’Italia. L’ultimo “punto di arrivo” (solo in ordine cronologico) porta a Montale, dopo aver rilevato la “storica” Macelleria Meoni.

Ma la famiglia Savigni, che porta avanti dal 1985 una tradizione sempre più consolidata ed “aggiornata” ai giorni nostri è sempre proiettata verso il domani. L’avventura di “Savigni – La Macelleria Agricola” è iniziata sull’Appennino negli Anni ‘80, prendendo il via da una piccola bottega di salumi. Ancora oggi, sulla strada Porrettana a Pavana, le mani di Fausto e dei figli Nicola e Mileto sono quelle che tagliano, preparano, servono, mentre mamma Paola segue il laboratorio e certifica la qualità. Ma se i titolari possono contare su sei punti vendita in otto realtà e tre regioni diverse (con altri due in arrivo, ovvero quello di Montale e quello di Portoferraio) è perché già negli ultimi anni del secolo scorso ebbero l’intuizione di carpire rapidamente i cambiamenti che la Montagna stava subendo sul piano economico e produttivo e giocare d’anticipo.

«L’agricoltura e l’allevamento stavano cedendo ancor più il passo alle fabbriche – ha raccontato Nicolò Savigni – considerammo tutto ciò come un processo difficilmente arrestabile. E decidemmo quindi di espanderci su tutta la filiera produttiva del nostro settore, dagli allevamenti alla vendita, per poi strutturarci e puntare all’esportazione».

E se la bontà di tagli di carne, prosciutti e salumi in generale rappresentarono sin da subito alleati formidabili nella promozione, lo step seguente per la crescita passava dal franchising. «Dal 2014 abbiamo iniziato ad aprire negozi in franchising dove forniamo formazione e materie prime. Il primo a Pistoia, formando con quattordici aziende la prima “rete agricola italiana” – ha ricordato Nicolò – poi è stata la volta al mercato centrale di Firenze, del centro commerciale “I Gigli” di Campi Bisenzio. Avanti con Roma alla stazione Termini. Siamo presenti anche a Torino, lo saremo a Milano e apriremo presto anche all’Elba, propro davanti allo sbarco dei traghetti. Quello di Montale è il primo nostro negozio non in un centro città, sotto questo punto di vista. E sarà cruciale anche nell’ottica della Piana».

Nel segno della continuità con il passato: l’esercizio conterà intanto su tutti e quattro i dipendenti della precedente gestione. Con la prospettiva, eventualmente, di ampliare ulteriormente l’organico, qualora la situazione generale lo permettesse. Al tempo stesso, il gruppo ha puntato con decisione anche sui canali online, per ampliare le vendite ed integrarle con quelle al banco, che resta comunque il canale primario. Sito web ben curato al pari della pagina Facebook e del profilo Instagram, possibilità di ordinare la merce o di ottenere informazioni con un semplice click sono armi fondamentali per fare impresa, al giorno d’oggi. Di certo, investire in un periodo storico come quello che stiamo vivendo rappresenta anche un segnale di fiducia: guardare al futuro con il gusto e il “sapere” di ieri. Occhio alle “Radici” insomma, che poi è il titolo di un celebre album di quel Francesco Guccini che continua ad essere una vera e propria istituzione, a Pavana (e non solo). E va detto che il “Maestrone” ha citato oltretutto l’azienda anche nel suo ultimo libro, “Tralummescuro – ballata per un paese al tramonto”: la presenza delle “scrofe di cinta senese del Savigni” assume indirettamente, fra le sue pagine, il peso di uno dei baluardi di attività contadina (e produttiva in generale) che resiste allo spopolamento della Montagna Pistoiese.

«Quando abbiamo iniziato a proporci fuori Toscana, certamente il fatto che gli appassionati di musica identificassero Pavana con Guccini ha rappresentato un vantaggio – ha affermato Nicolò – ma una struttura flessibile e solida è stata e sarà sempre imprescindibile, per adattarsi ai mercati. E anche grazie a tutto ciò che oggi esportiamo anche in Europa e in Giappone. Ma siamo e sempre saremo artigiani della carne».