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Pistoia

Dentro la storia con AstraZeneca

Procedure snelle, nessun assembramento e personale disponibile: la puntura vissuta da un nostro collaboratore che è insegnante. Il racconto, in prima persona, di chi in questi giorni si è sottoposto alla somministrazione

Dentro la storia con AstraZeneca
Altro Pistoia, 28 Febbraio 2021 ore 18:30

Dalla scorsa settimana è possibile, per alcune categorie di lavoratori, sottoporsi al vaccino antiCovid. In particolare vi rientrano il personale scolastico docente e non docente, le forze armate di polizia, i penitenziari, i lavoratori dei luoghi di comunità e degli “altri servizi essenziali” come le Rsa. Era possibile prenotarsi dalla scorsa settimana sul sito della Regione Toscana. Io essendo un docente ho potuto prenotarlo (inserendo la scuola nella quale insegno e tutti i miei dati sul sito della Regione) per domenica 14 febbraio intorno all’ora di pranzo, un modo alternativo per festeggiare San Valentino verrebbe da dire.

I punti disponibili nella provincia di Pistoia erano “La Cattedrale” a Pistoia (dove mi sono recato), la Casa della salute di Monsummano, la Casa della Salute “La Filanda” a Pescia, la Casa della Salute di Quarrata e l’Ospedale di San Marcello. I posti sono esauriti in breve tempo, infatti alcune persone hanno dovuto prenotare il vaccino fuori provincia o aspettare che aprisse una nuova prenotazione con nuove dosi. Il vaccino a cui tutte queste categorie si sono sottoposte è quello di AstraZeneca.

Nella giornata di domenica nella sede della Cattedrale c’erano solo gli insegnanti e il personale scolastico e sono stati eseguiti trecento vaccini. All’entrata vengono controllati i documenti, fra cui un modulo da stampare e riempire possibilmente prima di arrivare, poi viene misurata la febbre e vengono fatte sanificare le mani. La procedura della vaccinazione è divisa in tre tendoni per favorire l’organizzazione e non creare assembramenti: vista l’ora, e la cadenza degli appuntamenti, nessuna fila all’interno ed, anzi, ho ricevuto il mio vaccino con un quarto d’ora di anticipo sulla prenotazione. Nella prima tenda viene fatta una prima registrazione, controllati i moduli e viene dato l’appuntamento per il richiamo, che nello specifico è stato dato per maggio (circa 85 giorni dopo la prima dose). Nella seconda tenda viene fatto il vaccino: viene chiesto innanzitutto qual è il braccio che si usa meno perché quasi sicuramente il giorno dopo farà male e poi si viene avvertiti del rischio, nelle successive 72 ore, di avere sintomi come febbre, debolezza e nausea, che consigliano di combattere con una Tachipirina 1000.

Dopo aver finito si deve aspettare un quarto d’ora prima di andare via e nel frattempo è possibile entrare nella terza tenda nella quale avviene la registrazione sul fascicolo sanitario. I primi effetti negativi si sono fatti sentire la domenica sera con freddo e nausea, che sono continuati per tutto il lunedì e la mattina del martedì con lievi linee di febbre e molta debolezza. Ho avuto conferme da molti che si sono sottoposti al vaccino di aver avuto effetti e sintomi molto simili che sono assolutamente normali e, anzi, provano come il vaccino stia facendo il suo effetto. Sicuramente siamo di fronte ad un momento che riscriverà la storia dell’umanità con l’auspicio che la campagna prosegua a spron battuto anche nelle prossime settimane.

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