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La storia

Anna Nigro, artista dall’impulso irrefrenabile: «Ora una mostra a Sanremo»

“Si usano gli specchi per guardarsi il viso, e si usa l’arte per guardarsi l’anima” così recitava George Bernard Shaw

Anna Nigro, artista dall’impulso irrefrenabile: «Ora una mostra a Sanremo»
Altro Pistoia, 28 Febbraio 2021 ore 11:00

“Si usano gli specchi per guardarsi il viso, e si usa l’arte per guardarsi l’anima” così recitava George Bernard Shaw. Anna Nigro, è questo. Attraverso le sue opere si può entrare proprio nell’anima perché la sua arte parte ed arriva in profondità, a toccare le corde più intime. Nasce in Calabria, ma oggi vive a Pistoia dove ha lo studio, è molto apprezzata ma è attiva anche su tutto il territorio nazionale e internazionale. Le sue opere sono presenti in alcune chiese pistoiesi: il “San Pio” nella chiesa dell’Immacolata, il “San Michele Arcangelo” nella Cattedrale, “La Madonna del Letto” nel Santuario della Madonna delle Grazie o del Letto.

Chi è Anna Nigro?

«Fin da piccola in me si manifesta interesse per l’arte, per la creatività in ogni senso, che inizio a coltivare con passione. Man a mano, crescendo, mi specializzo sull’arte sacra, ed è per tale particolarità che eseguo, su ordinazione, opere per le chiese e cappelle private».

E’ specializzata, inoltre, anche nel decoro e nel restauro dei mobili, nella grafica declinata in ogni settore. Giusto?

«Si, altra mia passione, ma quando ho tempo. La pittura occupa gran parte della mia quotidianità».

Un’artista dall’anima aperta, possiamo sicuramente affermarlo, perché capace di percepire ogni attimo, ogni sensazione, ogni emozione, e ritrarre tutto quello che la circonda. Difficile definirla veramente con aggettivi o parole, la sua arte ” è un impulso irrefrenabile”, come lei stessa afferma. Impulso che riflette l’interiorità spirituale e creativa di una pittrice travolta dal desiderio di mettersi a nudo, sopraffatta da un’inspiegabile furia di sensazioni che non riesce a frenare, se non con i suoi pennelli.

“Un’emozione, un quadro” è il suo slogan e rende bene l’idea. Il suo percorso artistico è ricco di eventi collettivi e personali, e vanta grandi riconoscimenti, di cui uno prestigioso: in Palazzo Vecchio, a Firenze, Anna Nigro ha ricevuto il Collare laurenziano, che viene assegnato ogni anno nell’ambito del Premio internazionale Lorenzo il Magnifico, a pittori, scultori e fotografi che si sono distinti per la loro qualificata attività espositiva. Ed ultimo in ordine di tempo, il quarto Premio al prestigioso concorso d’arte curato da Salvo Nugnes, “La Signora delle Stelle”, dedicato alla memoria della grande astrofisica Margherita Hack.

Anche il grande critico d’arte, Vittorio Sgarbi, di lei dice «Anna Nigro che avanza nella luce». Quella sua luce che da anni, ormai, la proietta verso concorsi e mostre lungo tutto lo stivale e anche oltre i confini nazionali: Firenze, Spoleto, Empoli, Prato, Amsterdam, Milano con riconoscimenti importanti.

Premio alla carriera al Palazzo Borghese Firenze “Maestri d’Italia”, ArtNow, Premio “Canaletto” a Spoleto, Premio Arti Visive CulturaIdentità, Art Now a La Spezia solo per citarne alcuni. E poi, adesso, Sanremo.

Vuole parlarci di questa sua ultima mostra?

« Esporrò dal 5 al 19 marzo 2021 presso la sede ligure di Milano Art Gallery, la galleria La Bomboniére, in concomitanza con il Festival della Canzone Italiana. L’opera si rifà alla musica, dal momento che siamo nel tempio della canzone italiana, ed è dedicata ad un mio caro amico musicista compositore, pianista, il Maestro Alfonso Di Rosa, di origini siciliane dalla provincia di Agrigento e trapiantato da più di 10 anni a Milano. L’opera ritrae il maestro, mentre compone le sue note con un angelo che gli fa compagnia. L’ho ritratto così, perché la sua arte è talmente bella da sembrare che lui suoni in compagnia degli angeli».

Oltre a ciò, Anna Nigro ha da poco ha realizzato, su commissione del Comune di Pistoia, la cartolina che accompagnerà i festeggiamenti per l’anno Iacobeo, e il manifesto che accompagna la 63° edizione del Carnevale di Castrovillari, il suo paese natale.

Una peculiarità dell’artista Nigro, che ha incuriosito anche il critico Sgarbi, è quella che la sua firma deve essere cercata nella sua opera, perché mimetizzata, e si confonde con quello da lei rappresentato.

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